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1895 Firenze - 1957 IvreaNasce a Firenze nel 1895. Studia all’Accademia di Firenze, ma si forma soprattutto sulle opere di Corot, Courbet e Cézanne. Nel 1913, tramite Ardengo Soffici, si accosta per breve tempo al futurismo e prima del rigore pittorico degli anni venti e trenta, alla fase futurista si alterna un breve periodo cubista (Paesaggio, 1914). La sua pittura si caratterizza però sin da subito da una base primitivista e arcaicista legata soprattutto ad un’immagine metafisica dei quartieri popolari di Firenze e dei suoi abitanti. Nel novembre 1920 tiene la sua prima esposizione personale a Firenze. Fino al 1929 collabora come illustratore ad alcune testate dell'epoca fascista (Il Selvaggio, Il Bargello). Nel periodo della maturità si dedica all'osservazione degli umili e alla descrizione di scene di vita quotidiana: le opere di questi anni sono riconducibili ad una fase della pittura italiana che può definirsi post-futurista, caratterizzata dal ritorno all'ordine, dove a emergere sono volumi, contorni nitidi e colore ricco. Nel 1932 gli è dedicata una personale a Palazzo Ferroni a Firenze, seguita poi da nnumerose altre esposizioni in altre città, fra cui Milano, Roma, Venezia. Nel 1942 gli viene assegnata la cattedra di pittura all’Accademia di Firenze. In occasione della Biennale del 1956 è allestita una grande retrospettiva della sua opera. Muore nel 1957 a Ivrea, mentre cura l’allestimento di una sua personale. Ottone Rosai è ricordato anche come scrittore: le sue opere letterarie più significative sono: Il libro di un teppista (1919) in cui narra delle sue esperienze di guerra, Via Toscanella (1930), Dentro la guerra (1934) e Vecchio Autoritratto (1951). 
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